Finanziare ma anche donare

20/05/2018

L’articolo di Carola Carazzone, segretario generale di Assifero, pubblicato da Vita (Due miti da sfatare per evitare l’agonia del Terzo Settore) ha generato al nostro interno (ma non solo) riflessioni sul sistema di finanziamento delle fondazioni filantropiche italiane, che costantemente monitoriamo attraverso #ilbandonellamatassa, e ha provocato qualche perplessità.

Condividiamo che le fondazioni filantropiche, in generale, a esclusione di pochi casi virtuosi, finanziano solo progetti (sia attraverso bandi sia attraverso erogazioni a sportello) e non considerano minimamente i costi di struttura e gli investimenti strategici che proprio su questi andrebbero diretti. La colpa di tutto ciò, però, non sta negli strumenti di finanziamento, a nostro modo di vedere, ma nell’inseguire continuamente ciò che è innovativo, e nel finanziare solo quello (2/3 dei bandi esplicitamente finanziano progetti d’innovazione). Le organizzazioni devono certamente individuare strade diverse e non affidarsi solo ai finanziamenti esterni per vivere ma chi fa filantropia, in alcuni casi, deve pur sapere che ci sono organizzazioni che rispondono, attraverso i loro servizi, a bisogni primari (per nulla innovativi) che non si possono in alcun modo ripagare, non oggi ma forse neppure fra vent’anni.

A volte basterebbe ricordare che si può semplicemente donare. E poi valutarne l’impatto, questo sì.

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